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Val di Mazara nella storia
Questa terra, luogo d’incontro e di confronto di culture e di religioni, ieri come oggi, reca i segni di tante civiltà. Undici per l'esattezza, e dagli arabi in poi Mazara conosce un periodo di grande fulgore commerciale, economico e culturale. Con i Normanni diventa "Città Regia" e sede della Diocesi, che viene posta a capo di tutte le curie della Sicilia Occidentale. Dall'alleanza tra il Papato e i Normanni derivò anche il forte impulso di edificare moltissime chiese. Per otto secoli Mazara fu capoluogo dell'omonimo "Vallo", e solo dopo il 1800, il capoluogo della provincia fu trasferito a Trapani.
Un viaggio in questa terra non offre soltanto l’opportunità di godere di un’ospitalità unica e generosa, ma apre i confini della conoscenza verso civiltà e culture che hanno dato un impulso all’evoluzione dell’uomo.
Qui si ripercorrono le traccie lasciate da fenici, greci, arabi e normanni. L’isola di Mothia ci parla dei Fenici, i parchi archeologici di Selinunte e Segesta testimoniano l’importanza di questa terra per le civiltà del passato.
Mozia
Immersa nella laguna dello Stagnone , si trova l'isoletta di San Pantaleo, ove sorgeva l'antica città di Mothia. Percorrendo la strada che si snoda tra il luccicare di montagne di sale e di secolari mulini a vento, si giunge in prossimità dell'isoletta, testimonianza di civiltà fenicia e greca. Su quest'isola i Fenici diedero vita ad una prosperosa colonia di cui si conservano ancora innumerevoli reperti archeologici.
Selinunte
Riscoperta nel 1551 dallo storico Tommaso Fazello , Selinunte deriva il suo nome dal greco Σελινον il prezzemolo selvatico, che cresce spontaneo lungo le sponde del fiume Modione. Punta avanzata dell'elemento greco sulla costa sud-occidentale dell'isola, fondata da Megaresi nel VII sec. a.C., Selinunte era strategicamente importante per la sua presenza nel Mediterraneo. Forte della sua allenza con Cartagine, dalla quale sperava di avere un forte sostegno per contrastare la vicina Segesta, viene tuttavia distrutta proprio dai cartaginesi nel 409 a.C. . La zona archeologica è distinta, ad est, dall'acropoli della città. Sulla collina orientale, si trovano le vestigia di tre templi. All'interno del museo civico di Castelvetrano, oltre i molti reperti archeologici, la preziosa statua bronzea dell'Efebo attribuita a Prassitele. Lungo la strada provinciale che da Mazara conduce a Torretta Granitola, costeggiando uliveti e vigneti, incontreremo il sito archeologico delle cave di Cusa, da dove i Selinuntini, estraevano il materiale tufaceo, per la costruzione dei Templi.
Cave di Cusa
Già denominate dagli Arabi Ramuxara, sorgono nelle vicinanze di Campobello di Mazara. Furono una miniera inesauribile della pietra, un tufo compatto e resistente particolarmente adatto alla costruzione, che fu usato per edificare l’antica città di Selinunte. Ancora oggi restano dei grandi massi cilindrici sparsi in loco, testimonianza di un grande passato.
Segesta
Di origine elima, è inserita in un sistema di dolci colline che racchiudono i suoi preziosi gioielli: il Tempio e il Teatro. Il Tempio dorico-siculo del V sec. a.C. sorge intatto e maestoso su un poggio al centro di una suggestiva vallata. Il Teatro greco del III sec. a.C., scavato nella roccia, si affaccia dalla cima del monte Barbaro dove con cadenza biennale, le rappresentazioni teatrali rievocano atmosfere di altri tempi.